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Esposizione

L'Eurostars Residenza Cannaregio ospiterà dal 13 maggio al 26 novembre 2017 presso la propria struttura una esposizione di un artista veneziano Gino Baffo. Il titolo della mostra presentata al pubblico è Attimi sospesi / Hanging moments , riferendosi ai "momenti sospesi" raffigurati nelle sue opere. Orizzonti infiniti, esplosioni di colore, paesaggi luminosi, superfici vivaci. Questi sono gli elementi che caratterizzano una collezione che nasce dall'osservazione degli eventi quotidiani che vengono sublimati attraverso la raffinata tecnica dell'autore. Il risultato è emotivo, eloquente e ricca di armonia.

Lo spazio è essenziale, vitale. Lo spazio è una zona d’azione che allo stesso tempo limita e governa. Lo spazio è fisico e mentale, lo spazio è grande o piccolo, ha un’estensione e una posizione. Dominarlo. Guidarlo. Addomesticarlo e introiettarlo. Lo spazio di un gesto e lo spazio fisico dove quel gesto si svolge. Gli “[..] interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete [..]” di Leopardi mi risuonano nella mente quando penso a Gino Baffo e al suo modo di operare sulle tele, luogo d’introspezione limitato dalla finitezza dell’oggetto quadro, ma illimitato nella proiezione che continua ben oltre questo vincolo. Hanging Moments/Attimi sospesi, presso la rinnovata Residenza Cannaregio di Venezia, è lo spazio ideale di una mostra nella quale passare in rassegna la recente produzione dell’artista veneziano.

Dominati dall’orizzonte, i nuovi lavori sono panorami lucenti, cieli sconfinati, esplosioni di colore, istinto e materia. Le superfici, da sempre al centro del suo interesse artistico, sono vellutati tessuti di iuta– morbidi al tatto e resistenti di natura. Respirano, questi teli, come fossero vivi e vibranti, superfici che sono protagoniste senza mai travalicare lo sguardo, senza coprirlo, al contrario cullandolo, lasciandolo muovere liberamente e inabissarsi al suo interno. Stese a terra nude, pronte per essere attraversate dall’artista, dalla sua idea, dai pigmenti, e usate, fisicamente percorse fino a nascere dall’azione pittorica strato dopo strato. Le sfumature, le sbavature, le colature che Gino riversa sulle opere diventano astratte composizioni di un paesaggio visionario alla ricerca di un luogo di purezza sconfinato, di assoluto. Non si tratta mai di un semplicistico trasferimento di colore sul supporto, ma di una forma di figurazione concreta che non teme il vuoto. L’universo di una relazione dinamica che si costruisce passo-passo e si realizza in un crepuscolo acceso, un vespro infuocato, in fitte e cupe nubi o serene vedute. Padroneggiare le proprie visioni senza eccedere, questo è il procedimento dell’artista, fermarsi un istante prima del limite ultimo. Esalta il tempo presente, Baffo, attraverso transiti quotidiani, concreti; nei suoi quadri c’è la realtà/energia di ogni giorno filtrata dall’osservazione. E celebra la sua Venezia, soggetto feticcio del suo produrre, nello spirito più intimo di una Laguna vissuta intensamente, nel momento in cui il cielo tocca l’acqua e diventa solido, materia, quell’istante in cui tutto si fonde e si travalica, in cui la luce si sprigiona sorda in una moltitudine di sfumature, dall’alba al tramonto. La spontaneità dei gesti accompagna una tecnica difficile e raffinata come quella della velatura, che restituisce alle opere una fine trasparenza, il giusto spessore e un’assoluta profondità.

In questi “attimi sospesi” il moto e la quiete sono elevati dal talento stilisticamente graffiante di Gino Baffo in una composizione che è allo stesso tempo eccitante, eloquente ed armoniosa. Pochi gesti assicurano il massimo dell’intensità fino ad aprirsi in uno sconfinato spazio di ricordi e immagini, che lievi scorrono sulla pelle delle nostre esperienze.

Testo di Gaia Conti
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